Brainstorming 2.0

Solo il contatto con la morte ci permette di renderci conto di quanto sia preziosa la vita, ma sopratutto di quando sia sfuggente nella sua brevità, il tempo stringe per costruire qualcosa di soddisfacente. Ma poi arriva un nuovo pensiero, quanto siamo fortunati. Abbiamo tutto : computer, telefonino, tablet, macchina, motorino, il frigo pieno e l’acqua corrente. Chi di noi si ricorda di far parte di quel 30% della popolazione mondiali che consuma il 70% delle risorse del pianeta? Io me lo ricordo, da quando l’ho studiato, ogni singolo giorno. Ma oltre a ricordarlo cosa posso fare?

Un’altra domanda, secondo voi tutta questa tecnologia, tutta questa televisione, tutto questo internet,  servono solo a distrarci? Passiamo il tempo imbambolati davanti a qualcosa di inconsistente, ci stanno rendendo succubi, inermi, poco informati, distratti.

Siamo talmente presi da noi stessi da non avere una visione globale del mondo. Non ci importa, tanto non ci riguarda. Ma sapete cosa vi dico? che ci stanno sbattendo fuori da questo 30%.

Ma non solo, non stiamo lasciando nulla di bello alle generazioni future. Il nostro testamento consisterà nell’inutilità. Il progresso è un’altra cosa, il progresso è utile. Invece noi siamo sempre più soli, più tristi,, più persi.

“pensi troppo”. Questo è ciò di cui mi accusano. Ma io credo sia un dono, porsi domande. Oggi sembra quasi un crimine. Perché pensare quando puoi occupare la mente in così tanti modi, diamine siamo nel 2014. Chi ha bisogno ancora di pensare!

Bè, l’uomo si differenzia dall’animale per questa curiosa proprietà, la capacità di creare con la propria mente qualcosa di astratto, unico, potente. Pensare è la nostra unica arma,l’unica salvezza. Pensare con la propria testa , non seguire la massa.

Da bambina una delle frasi più ripetute ed educative era ” se ti dicesse di buttarti dalla finestra lo faresti?bisogna pensare con la propria testa”, per mè è stato il consiglio migliore che mi abbiano dato. Questo mi ha reso strana, diversa, quasi fastidiosa per molti. Ve lo giuro, agli altri infastidisce avere intorno un fuoricasta.

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11 pensieri su “Brainstorming 2.0

  1. Senti. Noi dobbiamo incontrarci. Voglio vedere come sarei io da donna. Dimmi da dove diavolo mi rubi i pensieri. Ecco che cacchio era quello spiffero. Ti copioincollo un mio pensiero che postai su Facebook (diciamo che imbastire invettive contro Facebook su Facebook fa molto Facebook ma lì mi trovavo).

    E’ la società a creare il bisogno? E chi la fa la società? Chi è la società? La verità, purtroppo, è una sola. Siamo costretti ad agire consumisticamente per rientrare in alcuni canoni entro i quali sei in oppure out. iPhone a 12 anni? Social a 12 anni?
    Si perde la spensieratezza che si dovrebbe avere a quella età. I social network vincono perché, in fondo, fanno leva su alcuni meccanismi che gravitano attorno al concetto di “solitudine”. Basta scrivere, sapere di essere letti per non sentirsi soli. Dunque: più social = più solo. Nella realtà. Poi nella forma non è così, perché un bambino, un ragazzo non dovrebbe vegetare e proiettare digitalmente le proprie idee. Dovrebbe esporle, discuterle, far valere la propria dialettica ma soprattutto essere pronto a difenderle, quelle idee. E se sono diverse da quelle degli altri, beh, allora si che il mondo è bello perché vario. Ma i social, per quanto moderni, sono un filtro. Vivono di comunicazione asincrona, di messaggi scritti e spesso di falso coraggio. Quando saremo genitori, faticheremo il doppio per educare i nostri figli all’umiltà, perché se ci pensate bene, tutto è infarcito di pubblicità. Non ne ho mai vista tanta, e tale bombardamento non può essere ignorato dalla mente indifesa di un ragazzino.
    Concludo dicendo che NON SI PUO’ PARAGONARE LA TV (o i videogiochi) AL SOCIAL NETWORK o al telefono o smartphone. La TV non risponde. La TV pontifica. Recita. Puoi solo ascoltare. Non puoi “comunicare” con la TV. Sei solo passivamente “spettatore”. L’interazione tramite i social, invece, è un’altra cosa. Fa leva sul bisogno che anche i ragazzini hanno. Interagire.

    E incalzo sul discorso del progresso. Il progresso è quel processo evolutivo che genera e porta con sé un miglioramento per un gruppo più o meno ampio di individui. Comodità non implica in modo assoluto ed automatico progresso. No. Il progresso ti fa stare bene. Può derivare o meno dall’evoluzione della tecnica. Ma per me, personalmente, un progresso sarebbe vivere senza sentire il bisogno di esser schiavo di una tecnologia che, al passo con cui accelera, diventa alienazione pura.

    Detto questo. Fuoricasta lo sono anche io. Ma davvero. E dimmi dimmi, si sta così male qui, a prendersi gioco di chi usa il cervello come contrappeso per bilanciare il cranio e parla solo per muovere le orecchie?

    A volte ci si sente soli. Vien voglia di piangere. Di spaccare tutto. Di bere. Ma se vuoi, consoliamoci di solidarietà tra fuoricasta. 😉

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    • ma è bellissimo quel pezzo!!!! e lo condivido in pieno, davvero. Mi consola sapere che ci sono altri che usano la propria materia grigia in maniera più utile.
      Noi stiamo qui a prendere in giro la massa, ma poi nella vita quotidiana la massa ci guarda come fossimo alieni. Capita anche a te che gli altri ti guardino come fossi pazzo? a me capita, e le ragazze sono ancora più tremende. Si tratta della moda, se non la segui non ti capiscono. Più volte sono stata trascinata a fare shopping, volevano verificare che sotto sotto io fossi come loro. Quando scoprono che non lo sono nemmeno scavando a fondo gli argomenti scarseggiano, l’allontanamento si avvicina. Le persone complesse non sono popolari. E arriva la solitudine, vien da piangere ma poi ci si rende conto di quando sia prezioso quello che abbiamo! Abbiamo una testa che funziona!!

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      • Stai parlando (scrivendo, per ora) ad una persona che colleziona cravatte. E fino al mese scorso faceva il meccanico e ha girato il mondo per lavoro. Poi per aiutare gli altri lavoratori ha perso il lavoro. E ora viene massacrato costantemente da un branco di lupi col naso da clown.
        Ti sembro abbastanza complesso?
        Ah, e oggi ho fatto pure il bagno a mare.
        (e parte una schitarrata elettrica accompagnata dall’armonica a bocca stile western o flauto alla Jethro Tull).
        Figurati se non conosco la sensazione di essere percepito come uno sciroccato.

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      • Fino a sei mesi fa ero vittima di mobbing, lavoravo in un negozio di prodotti per la casa e saponi. Rimane un mistero cosa abbia scatenato l’ira del mio capo (un ragazzo di 30 annni) nei miei confronti ma un giorno quello stronzo mi ha detto “c’è qualcosa in te…non so, sono i tuoi occhi”. Sentivo il suo odio su di me. Le mie colleghe si sono subito schierate con lui, da brave lecchine. Anche loro hanno aggiunto commenti del tipo “non riusciamo ad inquadrarti” ….bah, mi sono licenziata e ho ricominciato a vivere. Mi hanno minacciata di non farmi più trovare lavoro, che mi avrebbero rovinata. Non mi sono data la pena di denunciarlii perchè mi facevano proprio tristezza e ora ho 3 lavori e una laurea imminente. Alla faccia loro.

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      • Mortacci loro aggiungerei elegantemente. Guarda. Io, da buon socialista, ho sempre cercato di mettere in atto politiche a favore delle condizioni di lavoro che tutelassero i lavoratori di riflesso agli incentivi verso il capitale. Per farti capire. Ho ridotto il mio compenso per darlo ad una persona più grande e con più esigenze di me. Sono un supereroe? Naaah. Sono solo un povero idealista che cerca di non essere ipocrita, ma ho scoperto che di notte non si dorme ugualmente.
        Alla facciaccia loro. Studia. Laureati perché tanto hai vinto tu.

        Che studi?

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  2. Mah… è bello essere se stessi e diversi. Poi si arriva a un punto, nella vita in cui si torna a essere un po’ egoisti, ed egoisticamente ci si “intruppa” insieme agli altri, per non avere problemi… forse. Ti auguro di rimanere sempre così

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