100 grammi d’amore

Tornata a casa, dopo aver finito la mia ora a scuola, il mio cuore è stracolmo d’amore. È una specie di magia, credi che verrà prosciugato, inaridito dal quel cuore cocente in cerca d’affetto e invece l’amore raddoppia.
L’incontro con un cuore senza voce ti fa sprofondare dentro le cose vere. Il dialogo è un dialogo d’amore, cuore contro cuore, mano dentro mano. Si stringono forti per paura di perdersi ma questo non avverrà mai, gli incontri speciali non si dimenticano mai, e questo lo è.
Questo amore rimette in discussione tutte le certezze di una vita, tutto ciò in cui crediamo, tutto ciò che pensiamo sia importante.
Un giorno incontri la vera sirenetta, senza gambe e senza voce, e scopri che é tutto vero, il principe sceglie la strega cattiva, senza anima ma con la voce. Il principe è il mondo intero, stregato dalla magia delle costruzioni mentali dentro cui viviamo.
” dicono che non senta dolore”. Ma chi non sente dolore? Ma non la vedete piangere? Non la guardate?
A me non serve che mi parli per capire che se la sposto in un certo modo, quella smorfia che appare per un millesimo di secondo significa che la sto muovendo nel modo sbagliato. Le parole sono un dono e una prigione, non ci fidiamo di ciò che ci comunicano gli occhi ed il cuore, ma solo cosa ci raccontano le parole.
Ma il cuore ha le sue parole, non ha bisogno di camminare fino alla bocca se qualcuno è disposto ad ascoltarlo.
Io vi dico questo, ho lavorato anche all’anffas questa estate ed è stata l’esperienza più bella della mia vita. I primi giorni sono stati strani, ero capitata in un mondo diverso, un mondo d’amore e dovevo abituarmi a tanto affetto. Il loro cuore è spalancato, pronto per chiunque voglia avvicinarsi e non sei tu che vai a fare assistenza a loro, sono loro che la fanno a te. Ti insegnano come fare ad amare, ad amare veramente. Ti aprono una porta verso la libertà, verso la vita vera.
Io dico, se avete 100 grammi d’amore che vi avanzano, provate ad andare come volontari da qualche parte, dove ci sono persone che non aspettano altro che quei 100 grammi, perché a volte non hanno nessuno che li ami veramente . Li prenderanno e li faranno diventare un kilo. Un kilo d’amore pronto per essere incanalato da qualche altra parte. Più amore c’è e più possibilità abbiamo di cambiare il mondo.
Io, ormai, di amore ne ho a tonnellate e lo disperdo qua e là, a lavoro, dal panettiere, al supermercato, a casa, per strada. Le persone che hanno avuto esperienze come la mia le riconosci, sono quelle che ti regalano un sorriso anche se non le conosci.

Diversi amici, tornati dall’africa, raccontano storie simili. Che connessione ci sarà? Più ci spogliano di tutto e più possiamo amare? Credo sia così.
Ci rintaniamo nelle nostre case con la paura del diverso, ma il diverso siamo noi, con le nostre paure, le nostre ansie, le nostre depressioni. Ma se troviamo il coraggio di uscire da noi stessi, di dedicarci a qualcun altro, tutto cambierà. La nostra vita diventerà luminosa, noi diventeremo luminosi e tutti saranno attratti. Saremo tanti lumini che ne accendono altri, il percorso diventerà stupendo. Immaginatelo. Tanti lumini d’amore per illuminare la vita di qualcun altro, ancora perso dentro sè stesso.
I commenti alla mia storia sono stati tanti, di persone speciali ce ne sono tante allora!! Ve ne sono grata, mi date forza e speranza di poter migliorare le cose. Anche quelle piccole.
Una buona giornata a tutti.

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12 pensieri su “100 grammi d’amore

      • Beh, abbiamo diversi progetti che cercano di migliorare a tutti i livelli le condizioni di vita del villaggio: si va dalla costruzione di un presidio sanitario al sostegno con mezzi più efficaci e produttivi per le coltivazioni, dall’istruzione alla creazione di micro-economie attraverso produzione e commercio di materie che hanno e che non sanno sfruttare…
        In genere resto tre settimane ma a volte non tornerei proprio!

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  1. Ti ringrazio per queste emozioni. Tanto. Sei una persona splendida.
    Condividerò con te un’esperienza che ha vissuto mia madre quando lavorava con i sordomuti in un Istituto.
    Loro vedevano il gesto che facciamo noi quando vogliamo innocentemente sussurrare qualcosa all’orecchio di qualcuno. Pur non sentendo, e non regolando il volume della voce, facevano la stessa cosa: si avvicinavano alle orecchie e mugugnavano parole, gridando. Mi ha fatto sempre sorridere e commuovere. Ha un significato molto intenso, tra la voglia di comunicare e di farsi ascoltare.

    Grazie e centomila volte grazie grazie grazie. La tua poesia mi riempie il cuore di orgoglio. Per quello che vale, sono fiero di te.

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