Quel retrogusto amaro che sa di delusione

Soddisfatta del mio racconto (un biscotto che non voleva essere mangiato), mi sono fatta coraggio e l’ho condiviso con alcune persone.

L’ho spedito tramite Watsapp a 6 o 7 amiche con spiegazione allegata. Nessuna di loro mi ha risposto. È passata quasi una settimana.
Ieri ho avuto ospiti a cena ed è stato piacevole, si è parlato di libri e di idee per un po’. Poi abbiamo acceso la tv. Nel mentre che facevamo zapping ho chiesto loro se avessero voglia di leggere il mio racconto. A turno, entrambi, hanno declinato l’invito.

Mi sento un po’ amareggiata. Per me è stato un piccolo passo ricominciare a scrivere ma un grande passo lo è stato sopratutto trovare il coraggio di far leggere ciò che mi frulla nella testa.
Io che sono un’introversa cronica malata di timidezza.
Sotto sotto speravo potesse interessare a qualcuno. Mi sbagliavo.
Siamo così irrimediabilmente ripiegati su noi stessi. Io per prima.
C’è chi è capace di destare interesse per ciò che fa e chi no. Io no.

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39 pensieri su “Quel retrogusto amaro che sa di delusione

  1. Senza avere l’intenzione di offendere i tuoi ospiti, credo che il problema sia un altro.
    Il problema è che c’è chi si interessa a ciò che si trova all’esterno del proprio io e chi no. Chi cerca di guardare oltre il proprio naso e chi no. Chi ama leggere e chi no, per quanto stano questo possa sembrare. I tuoi ospiti non possono sapere se il tuo racconto è interessante o meno se neanche hanno voluto leggerlo.
    Non ti scoraggiare, piuttosto voltati verso la direzione giusta.
    Buonanotte 🙂
    Io l’ho letto quando lo hai pubblicato, lasciandoti anche un commento per dirti quanto mi fosse piaciuto, e non credo di essere l’unica.
    Quindi vai avanti per la tua strada… Non necessariamente le persone geograficamente più vicine sono anche quelle più adeguate a giudicare il tuo lavoro

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  2. Non ti aspettare un gran che dalle persone, è triste ma è così. Il mio blog ha molte visualizzazioni, tantissime anche dall’estero, ma non c’è quasi nessuno che mi lascia un “mi piace” o un commento. Nel mondo c’è molto egoismo, tanta invidia e ingratitudine, ciao a presto Giusy, io non so neanche quanto riuscirò ad andare avanti così.

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    • No non smettere!! Io non ho ancora ben capito come funziona wordpress, cioè non trovo i vostri post!!! E dal cellulare non riesco ad aprire le pagine delle persone che mi lasciano i commenti che ricevo.
      Appena scopro come si fa fioccheranno mi piace e commenti come se nevicasse 😉

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  3. Il mondo è distratto,condizionato e imbambolato dalla tv e dalla noia che lo attanaglia, tu continua a scrivere , per una , per cento per mille persone? no…per te stessa, e non permettere a niente e nessuno di mettere in discussione la tua passione per la scrittura , che da quanto ho capito è motivo di vita e gioia per te, conserva questa gioia e continua a mettere nero su bianco le tue parole,
    un abbraccio sincero

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  4. è un problema di tutti, te lo dice uno che è su blog di scrittura da 11 anni, ovvero dai primordi in questo campo. Ti leggerà soprattutto chi leggerai a tua volta in uno scambio di cortesie che in fin dei conti non soddisfa nessuno. Ma ricordati una cosa: scrivere arricchisce quanto leggere e devi farlo prima per te stessa e se poi arriva qualcuno che condivide (anche con pessime critiche) tanto di guadagnato.
    Non farti aspettative, però una cosa devo dirla: che amici a bischero che hai!

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  5. Ah pensierifù… ma ce ttende futte?
    Voglio dire. Io l’ho letto e mi ha emozionato molto. E non sono uno facile.
    Non credi che nel solo fatto di averlo chiesto, a prescindere dal fatto che possano aver accettato o declinato l’invito, tu abbia dimostrato coraggio?
    E tanto ti deve bastare, secondo me.

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  6. Ciao, ho letto il tuo racconto e l’ho trovato originale e molto carino. Purtroppo ci sta che gli amici non abbiano i nostri stessi interessi, non per questo dobbiamo abbatterci e non credere in quello che facciamo.
    Spesso capita anche a me che i miei amici non leggano i miei articoli, ma non per questo getto la spugna. La scrittura è una passione che merita di essere coltivata, soprattutto se viene da una come te che ha questa dote.
    Continua così!

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    • Ciao! Ti ho aggiunto su Twitter e sei venuto a vedere il mio blog…grazie!!!
      Grazie anche per aver letto il mio racconto, sono contenta che ti sia piaciuto!
      Se non avessi avuto Internet e i riscontri, nella vita reale, fossero stati così brutti forse avrei rinunciato a scrivere per un eventuale pubblico, avrei creduto di non essere capace e sarei tornata a scrivere su dei diari.
      Quello che ho fatto fino ad un paio di mesi fa.
      Quando scrivo qualcosa non so proprio giudicarmi, ho bisogno di un feedback esterno. Per fortuna c’è wordpress!!
      Tu dove e cosa scrivi? Parlavi di articoli 🙂

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  7. si potrebbe dire “Storia del biscotto che non voleva essere letto” …. Non desistere. Esistono però luoghi e tempi per la lettura. Non è mai una medicina che deve essere prescritta, ma qualcosa che deve destare, per sè stessa, curiosità .

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