Le mie eroine di oggi fanno la prima media.

Come tutti i giorni sono andata a lavorare a scuola per la mia ora da educatrice. Da questa settimana la ragazza che seguo ha iniziato a mangiare a scuola un paio di volte la settimana. Ho scoperto che le piace stare insieme ai ragazzi della sua età, in particolar modo se fanno baccano. Più casino sente e più si diverte. Ma solitamente resta chiusa da qualche parte con le varie prof di sostegno, tipo in biblioteca o nell’aula di sostegno. Posti dove non si vede nemmeno l’ombra di un coetaneo.  Così ho deciso di portarla a mangiare nella mensa insieme agli altri. Negli anni passati la facevano pranzare nella stanza medica, ovvero una specie di stanza bunker situata nel sotteraneo della scuola. Una stanza dalle pareti verde vomito, con due vecchi lettini da ospedale, una sedia a rotelle di legno mezza muffita, una cattedra e vari armadietti pieni di garze e cose varie. Quella stanza ha uno strano odore, un misto di umido e disinfettante. Chi mai vorrebbe mangiare in una stanza del genere? io no di certo.

Quindi l’ho portata in mensa. Le piace tenere d’occhio la situazione, quindi ci siamo posizionate in modo tale da vedere tutto e tutti. Era felice, ed io pure. Nel tavolo davanti al nostro erano sedute tante ragazze, che chiacchieravano e ridevano. Tra un boccone ed un sorriso Lei le guardava e rideva. Ad un certo punto mi sono accorta che due di loro si giravano ad guardarci. Ho sorriso e le ho salutate, loro hanno colto la palla al balzo e si sono venute a sedere al tavolo con noi. Non ci potevo credere, ci speravo ma non pensavo potesse accadere. La stima nei confronti dei ragazzi delle medie è sempre molto bassa, sarà che ho dei ricordi orribili dei miei compagni.  Erano incuriosite da me, ma sopratutto da lei. L’avevano vista passare lungo i corridoi seduta in carrozzina spinta da qualche prof, ma non avevano mai trovato il coraggio di avvicinarsi. Due ragazzine dall’animo buono. Le parlavano, le sorridevano e mi osservavano mentre le davo da mangiare. Ho sentito una delle due dire all’altra “vedi, la capisce : quando le dice di aprire la bocca lei la apre!”. Ci hanno fatto compagnia tutto il tempo. Basta poco per fare un gesto d’amore nei confronti di qualcuno. Basta sedersi vicino.

Quando è arrivato il volontario della croce bianca a prenderla era raggiante. Per lei dev’essere stata una bellissima ora, in compagnia di ragazze come lei. E me.Le mie eroine del giorno mi hanno promesso che quando la incontreranno lungo i corridoi si fermeranno a farle un salutino. Alcune volte le nuove generazioni ci sorprendono, ed è meraviglioso.

Questo è un regalo bellissimo, di quelli che non si possono acquistare da nessuna parte.

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32 pensieri su “Le mie eroine di oggi fanno la prima media.

  1. Anche la mia generazione non ha fatto poi così schifo, io ad esempio ho avuto un ragazzo diversamente abile in classe con me per tre anni di scuole medie. Marco stava sempre con noi, sia nell’orario scolastico che dopo, lo coinvolgevamo in tutto quello che facevamo e adesso, quando lo incontro per strada, sono baci e abbracci. Lo dico con orgoglio, non credo sappia e abbia mai saputo cosa sia l’emarginazione.
    Gran bel post.

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    • Che bello!! La ragazza che seguo io è tetraplegica (ma le braccia riesce un po’ a muoverle) e non può nemmeno parlare. Tutti sostengono che non capisca nemmeno quello che le si dice. Io non sono d’accordo!!

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  2. E’ stato bello leggere le tue parole perché i quelle due ragazzine rivedo mio figlio e gli insegnamenti che gli sono stati impartiti e ad oggi provo soddisfazione quando vedo la sua umanità, nettamente difforme dai comportamenti egocentrici e maleducati di molti suoi compagni… e allora so di aver agito per il meglio e di aver fatto un buon lavoro.
    Un caro saluto 🙂

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    • Innanzitutto benvenuta!!! Lo so, siamo talmente abituati alla cattiveria che un gesto d’affetto ci fa quasi piangere! Anch’io non riuscivo quasi a crederci ma le cose belle accadono quando meno te le aspetti. Ti auguro una bella giornata e spero passerai di nuovo a trovarmi, magari per qualche post più allegro 🙂

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      • hai toccato le mie corde che vibrano un po’ tanto ultimamente… da mamma.. e da persona che ha perso la mamma da poco dopo 5 mesi di stato vegetativo… per cui SAI che ogni gesto che fai non può essere avvertito ma ti dici sempre “E se non fosse così?”…..

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  3. Ora, grazie a te, sono anche le mie due eroine!
    Sei stata grande a portare la ragazza che assisti a mensa. Il modo con cui cerchi di inserirla senza falso buonismo (mi riferisco all’episodio del caffè in sala professori) ma facendola confrontare con la vita vera è straordinario. Spero ci siano più persone come te, ce n’è molto bisogno 🙂

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  4. I post così non posso leggerli se non sono sola…ho le lacrime agli occhi e sto aspettando che esca a bollire l’acqua per la pasta…etgo non sono sola…rischio di annacquare i maccheroni e quindi ok, deciso voglio seguirti perchè so che in questo blog troverò molte cose belle, condivisibii, emozioni e una bella persona dietro i tasti di lò dove sei 🙂 🙂 🙂 grazie per aver condiviso questa magnifica esperienza.

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    • Grazie. Mi metto a piangere anch’io se mi dici queste cose!!! Ho scritto altre cose riguardo a questa nuova esperienza che sto vivendo lavorando come educatrice e sicuramente ne scriveró di nuove. Sai, mi scatena tante emozioni e da qualche parte le devo incanalare. È bello trovate persone sensibili che le capiscono. Grazie!

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