Quando mi prende lo sconforto vedo tutto nero

Oggi è una giornata no.
Era partita come una giornata si ma di colpo si è trasformata.
Sono sconfortata perché mi sembra, a volte, che tutti gli sforzi che faccio non servano mai a molto.
Ho tre lavoretti precari. Ogni mese non so mai se guadagnerò qualcosa o meno. Non ho mai nessuna certezza. È una situazione snervante e paralizzante.
Avrei potuto chiedere la disoccupazione ma a me serve fare esperienza nel mio campo come educatore e tra le due cose ho scelto la seconda. Forse sbagliando. Ho pensato che sarebbe stato come approfittarne, che qualche lavoretto sarebbe stato meglio di stare a casa a farmi mantenere dallo Stato. Ma ora prendo quasi niente in confronto.
Mi piace lavorare, mi piace impegnarmi ma certe volte è proprio deprimente.
Lavori e sembra quasi che fai un favore alla gente.
Per esempio. Ho lavorato (in teoria dovrebbero chiamarmi ancora) per una famosa casa editrice. Mi sono impegnata molto con la speranza che magari mi tenessero nello staff. Non mi hanno tenuta ma mi hanno lasciato con una promessa di altri lavori da fare da casa. Non mi hanno nemmeno ancora pagata, sto ancora aspettando il contratto. Sono certa che prima o poi arriveranno ma io dico… Secondo loro vivo d’aria? Lavoro per hobby? A me i soldi non servono?
È questo è il terzo lavoro che ho.
Il secondo è presso un negozio di una cara amica. Per fortuna che c’è lei che mi fa lavorare qualche ora alla settimana nel suo negozio pagandomi con i famosi voucher.
Il primo è quello a scuola, una cooperativa sociale mi ha assunto per 1 ora al giorno 5 giorni alla settimana fino a giugno.
Meglio che niente.
Ma è vita questa?
Oggi sono venuti una famiglia di tedeschi e hanno speso 300€ cosí come se niente fosse. Ho pensato quanto sarebbe bello vivere in un paese in grado di farti sentire un cittadino dignitoso.
So che ci sono situazioni ben peggiori della mia e che io, anzi, sono molto fortunata perché ho una famiglia alle spalle in grado, nel caso, di aiutarmi. Ma a 27 anni non sarebbe bello poter badare a se stessi?
Io vivo in una casa che i miei hanno comprato con tutti i loro risparmi quando erano giovani ad una cifra ridicola per i giorni nostri. Quando ancora si poteva fare. Hanno avuto l’occhio lungo e hanno pensato anche a me, prima che arrivassi nel mondo.
Ma per chi questa fortuna non ce l’ha?
Se io mi sento abbandonata dalla società e dal mio paese gli altri come si sentiranno?
Cosa si deve fare per riuscire ad avere un futuro dignitoso?
Perché il mondo si deve sempre dividere tra chi può e chi non può?
Io sono davvero stufa.

Annunci

25 pensieri su “Quando mi prende lo sconforto vedo tutto nero

  1. Come darti torto…questo paese ha grandi responsabilità nei confronti di tutti,chiaro che più si è sensibili e più il nero a volte ci attanaglia..
    Non ho una soluzione, non so se le cose cambieranno, ma io voglio credere che accadrà, e che il cambiamento passerà attraverso la cultura e la riscoperta del valore delle parole…
    ti abbraccio , non mollare, la luce tornerà .
    Barbara

    Mi piace

  2. Tocchi un tasto mooooolto delicato.
    Ma si, è così. Hai ragione.
    Io lavoro da quando ho 16 anni e sono andato via di casa a 24, ho fatto di tutto. Mi sono spaccato le ossa, per cui è stata sia fortuna che volontà. Cittadino dignitoso qui non puoi più esserlo, perché la differenza tra capitale e forza lavoro è incredibile, e la legge non tutela in modo equo né uno, né l’altro.

    Mi piace

      • A livello sistemico partirei dallo scegliere il governante. Dico IL governante perché ci serve una testa sola che, in caso di errori, possa essere tagliata e rimpiazzata facilmente. A livello periferico, più o meno la stessa cosa, con ancora più oculatezza e controllo da parte di commissioni popolari che dovrebbero valutare i “bilanci”.
        Molto sommariamente.
        A livello personale, ne ho visti tanti andare via, tutti soddisfatti del lavoro, ma sempre infelici. Sorridenti si. Ma infelici. Non chiedermi il motivo, non saprei rispondere.

        Liked by 1 persona

      • Hanno reso il precariato a sistema, si fanno tre lavori per non arrivare a uno stipendio, sappiamo per certo che staremo peggio dei nostri genitori e non abbiamo alcun futuro. dimmi tu che si può fare… 🙂

        Mi piace

      • Ancora non lo so che si puó fare ma ci penseró, stanne certo! Abbiamo internet, potremmo fare la rivoluzione piu rivoluzionaria della storia eppure… Io e te stiamo paralndo da parti diverse d’italia, ci accomunano gli stessi problemi e come noi ci sono milioni di giovani precari incazzati. Forse bisogna iniziare con l’entrate in contatto, come noi adesso. Condividere le nostre esperienze e trovare la forza di unirci. Dai , ce l’hanno sempre detto che l’unione fa la forza…almeno una cazzata che c’hanno raccontato potremmo renderla vera.

        Mi piace

      • Ahahah ah si hai ragione, si dovrebbe fare così ma non è facile. scusa, ma come te anche io oggi vedo tutto nero 🙂
        Comunque io ho lasciato l’italia, abito a parigi e ti consiglio di fare altrettanto, ovunque tu voglia, ma per un periodo di tempo

        Mi piace

  3. Non è la tecnologia che ci rincoglionisce, è la tv. E la cattiva abitudine ormai inculcata e radicata in tutta la popolazione che l’unico modo per andare avanti e trovare un lavoro è la raccomandazione. Ci hanno insegnato che studiare, impegnarsi, lavorare sodo non paga, ciò che paga è avere un santo in paradiso. La cosa peggiore è che non è solo teoria, è ciò che vediamo se ci guardiamo intorno, a tutti i livelli. Io sono fortunata, perché lavoro da 25 anni nello stesso posto. Quando ci sono entrata, col massimo dei voti della scuola in tasca, il valore delle persone aveva un senso. Nel tempo ho visto cambiare drasticamente il criterio di scelta dei nuovi assunti. Questa è la nostra rovina. Per come siamo messi, non credo ci sia possibilità di cambiamento in Italia.

    Liked by 1 persona

  4. Non è che vedi nero, è nero. Tutti i diritti conquistati con durissime lotte dai nostri avi, sono stati erosi piano, piano, da generazioni di classi dirigenti che hanno pensato solo al proprio tornaconto infischiandosene del popolo “sovrano”. Dico a voi giovani : su la testa e schiena diritta, lottate e non rassegnatevi a questo, perché di colpo potremmo ritrovarci in miseria, i genitori muoiono che ne sarà di voi?

    Mi piace

  5. Posso capirti. Siamo in molti nella tua condizione. Se può consolarti io non ho nemmeno una casa di proprietà, quindi dalla magra retribuzione del dottorato bisogna togliere l’affitto (per fortuna condiviso) di un bilocale e tutte le spese connesse alla ricerca. È una fase, prendiamola così com’è! Coraggio!
    Ciao.

    Mi piace

    • Io ho la grande fortuna di avere la casa ma è come non essersene mai andati via di casa. Sei sempre sotto al torchio dei tuoi, diciamo. Almeno per me è cosí. Rimane la minaccia fantasma del “vivi sotto al mio tetto” come quando si era ragazzini, perchè effettivamente il tetto è pur sempre il loro, anche se non ci abitano sotto con te. I miei la usano un po’ come un’arma o un’ultimo appiglio al loro potere genitoriale. È il mio prezzo da pagare per avere questa fortuna 😉

      Liked by 1 persona

  6. Mi spiace che certi mi guardino male quando ai ragazzi consiglio di andare via …ho una ragazzina 15enne e farò di tutto perchè non resti in Italia a farsi spennare come un pollo senza ricevere nemmeno un decimo dei diritti che si dovrebbe avere sia da giovani che dopo una vita intera a lavorare onestamente.Qui può solo andare peggio e bisogna sì non amentarsi perchè c’è chi sta peggio, ma bisogna anche migliorarsi, aspirare a qualcosa di più, essere realisti e buttarsi a volte con un minimo d’incoscienza se ci si trova in una situazione di stallo che però meglio non può andare rimanendo fermi a sperare come in questo paese.Se non fosse che mio marito non lo convinco manco morto, sarei già altrove.

    Mi piace

  7. E ci credo che sei stufa: io ho vent’anni più di te, lavoro sodo per aiutare quelli più sfortunati di me, quelli che un lavoro non ce l’hanno più o che, se anche ce l’hanno, non vedono il becco di un quattrino. Lavoro per uno stipendio assolutamente inadeguato agli studi che ho fatto, ma con la soddisfazione di poter aiutare qualcuno, quindi non mi peserebbe nemmeno se non fosse che tra mutuo, tasse, imposte, bollette e balzelli di ogni tipo ogni mese ho il frigorifero vuoto e arrivo a sentirmi in colpa se spendo più di cento euro per la spesa mensile (e siamo in tre con due cani). E il peggio è che come noi ce ne sono tanti, troppi… mentre c’è chi continua ad ingrassare con il lavoro altrui e non ha pensieri a spendere duecento euro per una maglietta griffata e si arroga anche il diritto di deridere chi non ce la fa. Ecco quello che mi fa schifo.

    Liked by 1 persona

  8. Hai perfettamente ragione, per la vostra generazione il momento attuale è durissimo. E questo non succede solo in Italia ma anche in Europa. Ti auguro di trovare al più presto una stabilità economica. Hai pensato mai di trasferirti in un paese europeo? Ho incontrato in Norvegia, quest’anno ragazze e ragazzi Italiani che avevano trovato lavoro nel campo del turismo ed erano molto soddisfatti. Ti auguro ogni bene perché ti impegni e non molli. Un abbraccio

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...