Vi racconto la storia del mio cane

Esiste un essere, nel mondo, che mi vuole bene più degli altri. È il mio cane.
In questi giorni festeggiamo 3 anni di vita insieme, nei quali non c’è stata occasione in cui non mi abbia dimostrato tutto il suo affetto.
L’ho portata a casa quando aveva già 2 anni e mezzo circa.
Nasce in Puglia dove vive in canile con i suoi fratellini e sorelline. Un giorno viene adottata con una delle sorelline da una famiglia ligure. Questa famiglia ha 3 bambini piccoli e un grande giardino. Luna e Stella, così le chiamano, vivono all’aperto perché , per loro, l’accesso in casa è vietato. Luna e Stella sono due scricciole di taglia medio piccole. Due biondine molto carine.
Un giorno Stella non si trova. La cercano ovunque. Anche Luna sembra sparita in quel grande giardino. Le trovano ma purtroppo Stella è andata nel paradiso dei cani. Luna è lì accanto che veglia su quel corpicino inanimato.
Passano i giorni ma Luna non mangia più. Le manca la sua sorellina e compagna di giochi.
Poco tempo dopo la famiglia decide di trasferirsi, si spostano in una casa in centro ma Luna la lasciano in quel giardino, da sola.
La vicina le lancia da mangiare dal giardino accanto, ma lei ,triste, non si nutre.
Arriva novembre e la pioggia. Tanta tanta pioggia. Lei è all’aperto, al freddo e sotto all’alluvione.
Io vado dal parrucchiere e sento una ragazza raccontare la storia di questo cane. Mi propongo subito di prenderla io. Non volevo un cane, non ancora, ma questa è un’emergenza.
Mi dice di non metterci troppo il cuore perché questo cane si sta lasciando morire. Non mi faccio influenzare e il pomeriggio successivo eccola lí, pelle e ossa, che mi guarda con quegli occhi umidi e neri. Mi fa le feste, come se mi conoscesse già. Le lego il guinzaglio al collare e la porto a casa con me. Mi segue allegra. Le cambio il nome in Lula. Una piccola modifica per iniziare una nuova vita.
Una volta a casa le faccio trovare un bel cuscino morbido e un cassetto pieno di scatolette e giochini.
Ma prima le faccio un bel bagno antiparassitario, le tolgo ad una ad una tutte le zecche e la porto dal veterinario. Ha la febbre alta e i vermi nella pancia. Facciamo tutte le cure e tutti i vaccini. Passano i mesi e comincia a prendere peso. Il nostro legame si solidifica ogni giorno di più, mi segue senza guinzaglio e ogni occasione è buona per farmi le feste.
Un giorno, per non lasciarla da sola tutto il giorno, la affido a degli amici ma dopo qualche ora mi arriva una telefonata in cui mi dicono che il cane è scappato. Non mi agito, so dov’è andata. Infatti la trovo sotto al portone di casa mia. Seduta ad attendermi.

Un anno dopo mi viene regalato una pallina di pelo rossa di nome Tigro. Un gattino di circa 30 giorni che avrebbe ancora bisogno della mamma. Lo porto a casa e lo affido alle cure della mia biondina. Lei lo prende e se lo porta sul suo cuscino e lo allatta. Lo pulisce, lo cura e lo educa. Come un cane, ovviamente. Infatti non salirà mai sui mobili, sarà molto affettuoso, mi farà le feste come un cane e vorrà stare sempre in braccio.
Ora, quando giro per casa, ho due pelosi che mi seguono. Ovunque mi sieda ne ho sempre uno da una parte e uno dall’altra. Anche a tavola, loro si siedono sulle sedie come gli umani. Anche in questa domenica mattina li ho entrambi accanto.
È bello quando un muso viene a svegliarti, è ancora più bello quando i musi sono due!
Lula in 3 anni è diventata cicciottella, il ritratto della salute!

La mia esperienza mi ha insegnato che adottare un cane adulto è ancora più soddisfacente di portarsi a casa un cucciolo. Se salvi un cane questo ti sarà riconoscente a vita!
È meraviglioso!!
Una buona domenica a tutti!

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21 pensieri su “Vi racconto la storia del mio cane

  1. La mia è un’adozione al contrario, è il mio cane ad aver adottato me.
    Accompagnai un mio amico in un allevamento di cani, perché voleva prenderne uno. Lui non prese nulla ed io mi riportai a casa un bellissimo cucciolone che dopo avermi annusato per benino si sedette sopra i miei piedi e decise di adottarmi.

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  2. Parole sacrosante, avvallate dalla mia prima esperienza con la dolcissima Yoghi, l’amore della mia vita, che da più di quattro anni mi ama dal ponte dell’arcobaleno, e confermata da Bubu, adottata a pochi giorni, cui è seguita Polly, salvata dal canile di Brindisi poco più di un anno fa. Ora Bubu fa l’aristocane, ma Polly ha viaggiato da Brindisi a Torino, per poi tornare a Bologna, chiusa giorno e notte in un furgone surriscaldato dal ferragosto, in una gabbia, spaventata e assetata, finchè non l’abbiamo presa noi, dissetata e riportata comodamente con il camper a casa nostra. Prima le abbiamo fatto conoscere i monti della Carnia, ha fatto il bagno nel fiume, almeno un primo assaggio di libertà, ha visto che esiste un mondo fuori da una gabbia, poi è arrivata a Trieste, nella sua nuova casa, è amata da morire e lei ci ripaga con una gratitudine senza pari, come quella regalatami da Yoghi, che arrivò da noi dopo tre anni di canile.
    Adottateli, vi ameranno più di qualsiasi persona al mondo!

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