Un sabato tempestoso

Sposto la tenda e controllo la situazione del balcone. Il vento ha spaccato tutta la protezione di plastica che avevo messo con tanta cura l’anno scorso, se mai smetterà di piovere devo stare attenta che il gatto non cada di sotto.
Piove forte, il cielo è nero e sembra notte.
Guardo le notizie del giornale locale, la città a fianco sembra Venezia. La strada che percorrevo per andare a scuola non esiste più, sommersa dal fango e dai detriti.
Anche Genova si sta allagando di nuovo, ci sono stata due settimane fa ed era tutta sporca di fango. Marciapiedi pieni di roba accatastata, davanti un cartello : sbarazziamo per alluvione.
Hanno spalato, sudato e lavorato ed ora siamo da capo.
Il cielo non smette di lanciar giù secchiate d’acqua, il mare si è trasformato in un impetuoso mostro marrone e noi non possiamo fare altro che aspettare che smetta.
Chissà se salterà la luce, come l’altro giorno che sono rimasta 5 ore senza corrente elettrica. Era già buio, ho acceso qualche candela e ho riscoperto il silenzio.
Sento il vento fischiare forte.
Quello che mi ci vuole adesso é una bella tazza di thè caldo e una coperta. Ci penseranno il divano e un buon libro a far passare questo sabato tempestoso.

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