Perchè, nella vita, è più facile trovare qualcuno che ti umili piuttosto che sia paziente e cortese?

Non capisco perché la maggior parte delle persone non abbia la pazienza di spiegare bene le cose.

Io, come persona insicura che, nel dubbio, fa la domanda in più, mi sono scontrata con questa realtà un sacco di volte, lungo tutti gli anni della scuola, all’Università e a lavoro. Ad esempio alle elementari ero così terrorizzata di chiedere chiarimenti alla maestra -una che urlava sempre, sbattendo astucci e quaderni sui banchi-  che un giorno, che proprio non avevo capito niente di quello che aveva detto, mi misi a piangere sperando d’intenerirla così che mi parlasse con calma, come piace a me. Non accadde, si arrabbiò ancora di più.
Da quel giorno ho accantonato l’uso strategico delle lacrime, ma di risposte malevole, urla e silenzi ai miei chiarimenti ne ho ricevuti ancora tanti. Dalla posta ai supermercati, dagli sportelli universitari all’operatore telefonico di turno : uno più scortese dell’altro.  Tra l’altro da quando gli operatori telefonici sono all’estero non sono più lecchini come un tempo, anzi, questi ti chiudono il telefono in faccia se insisti con l’avere un problema.

Questo modo di relazionarsi tra le persone mi ha sempre incuriosita e quando ho iniziato a lavorare ho provato a “sperimentare” l’opposto : la gentilezza . Il mio dubbio, a quel punto, era che la gentilezza facesse piacere riceverla soltanto a me, visto che ero l’unica praticante.
Gentilezza estrema da un’altra posizione, quella dietro al banco. Non è facile lavorare a contatto con la clientela, ma se la si prende nella maniera giusta è molto entusiasmante. Lo dico io che sono una timida, anzi una ex timida.
Non so se siete capitati in Liguria nella vostra vita o se avete sentito il luogo comune per il quale i Liguri non sono molto accoglienti, bé vi confermo che è vero. Però quando fate breccia nel loro cuori è una gran soddisfazione.
Il segreto è approcciarsi con umiltà e cordialità. E insistere.
Ho cominciato lavorando come cameriera. Era faticoso ma ero talmente incuriosita dalle persone da trovare mille scuse per scambiare due parole in più. Era la prima volta in cui mi trovavo dall’altra parte. Successivamente sono passata ad una pizzeria d’asporto, che faceva ritardi anche di oltre un’ora. Il mio lavoro era quello di prendere le ordinazioni via telefono, ma anche quello di scusarmi più volte per i ritardi. Cercavo di farlo più gentilmente possibile, d’altronde avevano ragione ad essere arrabbiati : erano affamati e noi avevamo in ostaggio le loro cene. Ho rimediato più di un appuntamento con quel lavoro!
Quando mi sono iscritta all’Università il mio mondo è crollato. Le persone mi sembravano automi che camminavano per i corridoi. Una volta, ero a lezione e la tizia seduta vicino a me mi chiede se ho gli appunti della volta precedente. Glieli passo, lei li copia poi si alza e se ne va. Sono rimasta a bocca aperta, non mi ha né salutata né tanto meno ringraziata. Ricordo che mi dispiacque per lei. Le persone come lei sono quelle che non ti auguri d’incontrare durante la giornata.
Io, invece, voglio essere, da sempre, una di quelle persone che, per quanto la tua giornata sia stata pesante, un sorriso te lo strappa.
Questa è stata la mia ancora di salvezza quando lavoravo in negozio ed ero vittima di mobbing  : i clienti erano la mia isola di pace. Sono 7 mesi che mi sono licenziata e ancora mi fermano per strada per sapere che fine abbia fatto.
Ho ripreso in mano i miei studi e i miei sogni. Non si sa perché ma quando si hanno dei sogni c’è sempre qualcuno pronto a rovinarteli. Dopo un capo stronzo ecco arrivare la relatrice bastarda.
Sono tornata dall’altra parte, almeno in ambito universitario, e subito ho ritrovato la mancanza di tatto che avevo lasciato tre anni prima.
Ho portato la scaletta per l’argomento di tesi e la mia relatrice ad una mia domanda chiarificatrice mi ha urlato che la tesi mica me la può fare lei, che poi come fa a valutarmi se m’indirizza nella bibliografia e nel delineare l’argomento. Rossa in volta mi urlava contro a voce moderata, gli occhietti ridotti a punte di spillo.  Mi sono sentita leggermente umiliata ma allo stesso tempo mi veniva anche da ridere perché per arrivare in facoltà con quella scaletta avevo fatto i salti mortali. Ma non gliene frega mai a nessuno della persona che si ha davanti, almeno così mi conferma l’ Università.  Se non posso chiedere consiglio alla mia relatrice a chi mi rivolgo
Io giuro che non capisco. Si prova gusto ad essere così? a queste persone non piace quando chiedono qualcosa e viene riposto loro in maniera cortese e tranquilla? o hanno vissuto in una grotta tutta la vita non sperimentando mai la pazienza, la cordialità, l’umiltà e tante altre cose basilari. Possibile che proprio una professoressa di sociologia possa cadere nell’errore di differenziarsi completamente dalla propria materia, generando una sorta di dissonanza, discordanza, incoerenza?
Voglia di cambiare relatrice è argomento di tesi. Voglia di fare la valigia e partire verso una spiaggia lontana dove la laurea non serve. Voglia di pagare qualcuno per farmi scrivere la tesi – magaaaari potessi permettermelo-. Voglia di vincere la lotteria. Voglia di ricevere un miracolo.

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14 pensieri su “Perchè, nella vita, è più facile trovare qualcuno che ti umili piuttosto che sia paziente e cortese?

  1. Ma solo persone che urlano ti trovi davanti? Viene il sospetto che quando l’interlocutore cominci a sbraitare ed agitarsi ad una domanda chiarificatrice sia perché non conosce la risposta. Probabilmente il motivo per cui c’è bisogno di ulteriori delucidazioni è la non conoscenza dell’argomento trattato da chi lo sta trattando.
    Le domande, e le ulteriori spiegazioni in particolare, colpiscono nel segno, sottolineando l’ignoranza di chi dovrebbe spiegare.

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  2. diciamo che la regola adottata da questo mondo-sistema è non guardare in faccia a nessuno…
    però c’è ancora chi parla e agisce come un essere umano,siamo pochi ,ma ci siamo, perciò non perdere il coraggio di cercare.
    Ti abbraccio e ti auguro un cammino luminoso,
    Barbara

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  3. Se c’è differenza tra nord e sud è tutta nella gentilezza e nella socialità. Al nord se chiedi un’informazione è già tanto se ti rispondono mentre al sud ci manca poco che ti accompagnino fino a destinazione. Se cerchi gente gentile e socievole vieni al sud. Un abbraccio.

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  4. perchè la nostra società e la nostra cultura è costruita su queste basi…

    l’ambizione di “potere” e l’immagine pubblica sono le cose che contano per chi vive in società e per chi misura il senso della sua vita e della sua persona in base al ritorno di se che riceve dalla società…

    spiegare qualcosa a qualcuno che non ha capito o che non capisce, significa il più delle volte “perdere il proprio tempo” per aiutare una persona “culturalmente o intellettualmente inferiore”… in questo senso la persona che si trova a dover spiegare si sente automaticamente un gradino sopra all’altra persona e si prende i gradi di “potente”; inoltre se io mi trovo a dover spiegare qualcosa a qualcuno, quel qualcuno viene riconosciuto immediatamente come “essere inferiore” e l’intera conversazione viene mentalmente inserita in una logica di dominio tra due persone.

    Invece io personalmente penso che spiegare qualcosa a qualcuno che non ha capito serva per accrescere il livello di conoscenza medio complessivo su un determinato argomento, non rappresenta mai una perdita di tempo ma un opportunità.

    Purtroppo in termini di grandi numeri siamo contornati da questi esempi di conversazione che creano dei precedenti nei quali per assimilazione vengono subito imitati dalle nuove generazioni e quindi diffusi… basta pensare a ciò che si vede nel parlamento, nei talk show, nelle trasmissioni dello sport nazionale, insomma un pò ovunque.

    Purtroppo non credo sia nemmeno un discorso di conoscenza o di formazione, spesso rispondono in malo modo anche persone che hanno grandi capacità nel settore della domanda ma altrettanta “ignoranza civile”.

    La considerazione che le informazioni e la cultura dovrebbero essere a disposizione di tutti, e che la crescita globale di un popolo non dipenderà mai e poi mai dalla crescita di uno o più singoli individui ma dalla crescita complessiva della sua maggioranza è un qualcosa di difficilmente quantificabile e gestibile economicamente pertanto tutti gli sforzi vengono indirizzati dove chi vive per l’euro (e non intendo europa) può trarne giovamento immediato.

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    • Impeccabile la tu risposta 🙂
      Per quanto mi faccia tristezza non posso che essere d’accordo con te!
      Hai visto quel programma “il banco dei pugni”? Su dmax. Tutti che insultano tutti…sono certa sia tutta una montatura, ma che roba è?!

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      • Anche a me fa tristezza, infatti spesso adotto la tecnica dell’isolamento…
        non ho mai visto quel programma ma da come lo hai descritto immagino rimarrà una mia mancanza!!! 😉

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  5. Sono davvero impressionata da quanto ci somigliamo. Tanto per dirne una, anch’io sono una persona ansiosa…Recentemente ho avuto anche un attacco di panico, dopo tanto tempo che non si ripresentavano… E anch’io intorno ai venti ho interrotto la scrittura per un periodo… Comunque, per quanto riguarda l’argomento del post… Beh, posso dire che è vero: c’è tanta presunzione in giro… Appena chiedi chiarimenti ti prendono per scema.

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  6. credo sia un problema prettamente culturale, la stragrande maggioranza degli Italiani va a lavorare solo ed esclusivamente per lo stipendio, non è minimamente coinvolta emotivamente in quello che fa. Se interloquisci con qualcuno che in quel momento pensa agli affari suoi gli dai fastidio, lo distrai, lo deconcentri… purtroppo è così.

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  7. Non demordere e continua a rispondere alla maleducazione con educazione.
    E’ vero che si è persa molto in giro, ma ancora oggi trovo persone che mi dimostrano che il Mondo è popolato per gran parte da Persone PERBENE.

    Tu mi sembri un ottimo esempio di queste e la dimostrazione della mia tesi
    Good Night cara

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