Quando l’immaginazione mi rapisce

Quando mi capita di dover descrivere me stessa sui social network mi trovo spesso in difficoltà. Per non ritrovarmi a scrivere la mia autobiografia cerco di trovare una cosa sola che io non abbia praticamente mai smesso di fare nella vita. Ovviamente ne ho più di una, quindi, a seconda dei casi, scelgo la più adatta. Sono innumerevoli le cose che non ho mai smesso di fare da che ho memoria come lamentarmi, portar fuori il cane, non pettinarmi, essere gentile, mettere tutto in dubbio e tante altre cose ma credo che le più significative siano queste : pensare, scrivere, immaginare. Qui sul blog ho scelto un misto tra scrivere e pensare, mi pare che sia una buona accoppiata, anche se non so quanto possano essere interessanti i miei pensieri.

Una volta ho scelto immaginare, mi pare su twitter, e scrissi questo : non smetto mai di creare micromondi nella mia testa. Non so se avete visto il film “I sogni segreti di Walter Mitty” ma, nel caso non l’aveste visto, basta guardare il trailer per capire di cosa sto parlando.

Anch’io come Walter Mitty “compio regolarmente dei viaggi mentali lontano dalla mia noiosa esistenza, entrando in un mondo di fantasie caratterizzate da grande eroismo, appassionate relazioni amorose e costanti trionfi contro il pericolo.”  Lo faccio da sempre, immagino situazioni fino a vederle come se guardassi un film o leggessi un libro. Entro nell’universo parallelo della fantasia ed è come fare una vacanza, davvero. Il problema è che anch’io, come Walter Mitty, parto per questo viaggio nei momenti più impensati, restando per un tempo incalcolabile imbambolata e completamente assente. Sognare ad occhi aperti, nel vero senso della parola. A scuola hanno sempre detto a mia madre ” la bambina è distratta” o “dorme in piedi” o ” andrebbe bene se non facesse errori di distrazione”.  Una cantilena estenuante, la colonna sonora della mia vita scolastica insieme a “la ragazza è anarchica, non rispetta l’autorità”. Eppure a scuola ero bravina, nonostante l’evergreen “potrebbe impegnarsi di più”.   E’ che m’incanto, non so esattamente cosa accada ma è come se il mio cervello non smettesse mai lavorare e quando arriva l’idea buona, arriva e basta. Da fuori sembra che dorma in piedi, tipo sguardo da pesce lesso, mentre dentro è tutto vuoto. Io non ci sono, sono da un’altra parte. Sono in un mondo di fantasia dove tutto può succedere. Ieri, ad esempio,  ho trovato una borsa piena di soldi e ho dovuto prendere una scelta : prenderla o no. Sarebbe bello se accadesse, eh? trovare una borsa piena di soldi, così, per strada. Si è aperta come una porta e io ci sono entrata, ero su quella strada e la borsa era lì, davanti a me. Mi guardo intorno, con circospezione, ma non c’è nessuno. La borsa è incastrata tra il tronco di un albero e il parafango della mia auto. Nella realtà non ho un auto, forse è per questo che non mi capitano cose simili. Da questa scena, ovviamente ambientata nel parcheggio vicino casa, ho iniziato un’avventura incredibile. Poi mi sono risvegliata e qualcuno mi stava parlando.

Al calar della notte c’è un punto sulla sopraelevata di Genova in cui, guardando fuori dal finestrino, per un attimo, si entra in casa di una famiglia. Non so chi siano, so solo che al posto delle pareti hanno delle finestre senza tende e che la loro casa è bellissima. Si vede benissimo ogni particolare ma solo per un frangente. Questa casa mi stimola l’immaginazione ogni volta. Continuando a guardare si entra in tante altre case, si notano le differenze di arredo, stile e di classe.  Le case sono arroccate le une sulle altre, le luci accese, le tv pure. Io dalla macchina guardo fuori, vedo finestre che sembrano schermi e dentro questi schermi vedo televisori che raccontano storie. Da questa prospettiva sembra che, chi sta dentro le case, guardi dallo schermo sbagliato. Non che dovrebbe guardare me, chiaro, ma fuori. Buttare un occhio sulla vita vera.

Io vengo proprio catturata da questi frangenti di vite, è più forte di me, infatti in macchina sono la peggior passeggera di sempre perchè non parlo, resto zitta a guardar fuori. Non resisto, le persone m’incuriosiscono troppo.  J.K.Rowling era in treno quando inventò Harry Potter,guardava fuori dal finestrino e, non si sa come, immaginò una partita di Quidditch : ragazzi a cavallo di scope che volano lanciandosi tipi diversi di palle. L’ho letto da qualche parte quando ero ragazzina, da allora aspetto la venuta della Grande Idea, quella che mi darà la forza di spirito di scrivere qualcosa di più lungo di 5000 battute.

A proposito di 5000 battute, la storia del biscotto l’ho scritta dopo aver preparato dei cookies e aver immaginato di vederne scappare uno. Però i miei non erano a forma di animale e ho notato subito che la mancanza di gambe rendeva la fuga una rotolata via, da lì è nata la storiella.

Forse sono matta, forse sono rimasta bambina, forse sono solo una creativa senza un lavoro creativo. Forse sono tutte e tre. E’ un po’ come essere narcolettici, tranne che il cervello rimane sveglio.

C’è qualcuno, lì fuori, che s’incanta come me e Walter Mitty?

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20 pensieri su “Quando l’immaginazione mi rapisce

  1. Articolo fantastico davvero!
    Sono tua compagna di sogni ad occhi aperti sin da bambina, ma mi piacerebbe risponderti anche con una frase, tratta da Edgar Allan Poe “Quelli che sognano di giorno sono consapevoli di tante cose che sfuggono a quelli che sognano di notte”
    La commentai tempo fa in un articolo, nel caso ti andasse di leggerlo per intero ti lascio il link ( non ti obbligo 🙂 ) http://ilmondodelleparole.wordpress.com/2014/09/02/edgar-allan-poe/

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  2. Walter Mitty è fantastico! anche io mi soffermo a guardare nelle finestre che incontro mentre viaggio in bus, auto o treno.
    specialmente alla sera, quando sono illuminate, mi piace vedere la vita degli altri. e poi mi perdo nei miei mondi. quando è uscito il film di Ben Stiller due amiche mi hanno detto: sei tu.
    magari 😀
    mi limito a sognare e scrivere ogni tanto quello che mi capita nei mondi nella mia testa.

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  3. Ho visto il film un paio di volte… Di viaggi mentali ne faccio tanti anch’io… un sognare ad occhi aperti, un proiettarsi verso il futuro più prossimo o più lontano… talvolta é come vedere, in anticipo, ciò che si deve o si vuol fare… ma che la vita spesso e ben volentieri smentisce o stravolge

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  4. Avere immaginazione non è del tutto negativo se la si pensa in termini di creatività. L’unica cosa è mantenere un certo equilibrio tra razionalità e immaginazione. Estraniarsi troppo dal resto del mondo non sempre va bene. Comunque , tanto per dire, ricordo che da ragazzina mi piaceva molto, passando in macchina con i miei per Roma, andando a trovare i miei nonni sulla Nomentana, guardare dentro i portoni dei palazzi immaginando… Un abbraccio. Isabella

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  5. Pingback: La Finestra del Giovedì #5: Quando L’Immaginazione mi Rapisce | Dream Summoned

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