Insonnia

Quando le tragedie di cronaca nera, che crediamo avvengano soltanto dall’altra parte dello schermo televisivo, ci vengono a far visita nel nostro quotidiano avviene una sorta di black out.
Io sono in black out.
Ho lavorato in un negozio di detersivi per la casa per circa 18 mesi, c’era una coppia che abitava in quel palazzo che passava a fare compre praticamente tutti giorni. Avevano due cani di piccola taglia, io adoro i cani e quelli erano particolarmente affettuosi. Di quelli che ti saltano sulle gambe scodinzolando felici. La coppia, invece, non sembrava particolarmente felice. Erano belli, lei bionda e ben truccata, lui alto e moro. Andavano sulla quarantina ma sembravano, all’apparenza, molto più giovani. Lei era incinta e a novembre dell’anno scorso è nato un bambino dagli occhi di un azzurro chiarissimo.
Quando fai un lavoro come quello cassiera capita che le persone si dimentichino della tua presenza. Con loro capitava spesso; erano così presi dal darsi addosso l’un l’altro da dimenticare che io fossi di fronte a loro , in attesa. Due persone infelici che non si sopportano l’un l’altro, ricordo di aver pensato questo.
Pochi mesi dopo mi sono licenziata e non lo ho più rivisti.
Domenica scorsa ero sul lungomare e ho visto lei da lontano, spingeva il passeggino, in mezzo alla folla ho visto spuntare due gambette. Chissà come sarà diventato quel bimbo, mi sono chiesta.
Mercoledì, verso sera esco da lavoro e mi squilla il telefono. È mia madre ed è agitata, lo sento dalla voce. Sento quel nodo in gola che precede le brutte notizie. Un uomo si è buttato giù dal palazzo dove lavoravi con il bambino in braccio, mi dice, ma non sa altro.
Telefono ad una mia ex collega, è distrutta, mi conferma ciò che temevo. Sono loro, quella famigliola che abitava nel palazzo. Lui ha ammazzato lei a coltellate e poi si è buttato giù dal balcone.
La mente si svuota e si riempie allo stesso tempo, il petto si appiattisce sotto un peso invisibile, manca l’ossigeno. Apro la finestra e mi accendo una sigaretta anche se ho smesso di fumare da tempo.
Tutto,per un tempo indefinito, perde di senso. Per natura siamo portati a trovare una motivazione a ciò che accade ma quando accade qualcosa del genere non ci sono motivazioni che bastino.
In pochissimo ecco che la notizia appare ovunque, da facebook ai giornali regionali fino ai telegiornali nazionali. Guardo una loro foto insieme, abbracciati e sorridenti, leggo commenti del tipo “sembravate così felici”. Mi chiedo se li avessero guardati bene. Le foto sono solo foto, frangenti in cui si è in posa, è dietro a quello scatto c’è la vita.

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10 pensieri su “Insonnia

  1. Cazzo. È la prima parola che mi viene in mente.
    Tralasciando l’esposizione mediatica buonista che quando muori sei sempre un grande, sollevi una questione importante. Molto importante. Dietro uno scatto (come dietro queste parole e questo schermo) c’è una vita. Che spesso può essere aiutata, con poco. Con una pacca sulla spalla o più semplicemente un sorriso o una buona parola.

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  2. Hai detto tanto in questo articolo… posso solo immaginare cosa voglia dire essere spettatori di un amore così deteriorato, e hai ragione, dietro a una foto di nascondono tanti particolari che forse rimarranno mai rivelati e che fanno parte del loro vivere quotidiano. Quando lessi l’ennesima notizia mi venne da scrivere un post a riguardo, se ti interessasse ti lascio il link http://ilmondodelleparole.wordpress.com/2014/12/10/importante-contro-la-violenza-2/ 🙂

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    • Ho letto l’articolo…queste notizie fanno scattare tante emozioni di rabbia,vero?
      Io ci ho pensato tanto, non credo che siano gli uomini ad essere impazziti…credo che la società ci costringa a vivere in un modo che non ci rende felici… Abbiamo bisogno di una rete di sostegno e solidarietà per affrontare alcun momenti della vita…
      Mi dispiace cosi tanto per quella ragazza e per il bambino…ma anche per lui,sai? Sentirsi cosí disperati da non avere altre soluzioni non dovrebbe accadere a nessuno!

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      • Innanzitutto mi fa piacere che abbia letto il mio articolo, e in secondo luogo, sì la società è cambiata, e a volte le soluzioni ci appaiono forse fin troppo lontane, ma è triste quando capitano fatti del genere, è come se la società si mettesse a nudo mostrando i propri difetti, e non si può ne’ si dovrebbe sentir parlare di morte come di soluzione… si spera sempre che le cose possano cambiare

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