Ho trasformato un buon pensiero in una buona azione, o almeno ci ho provato

Gandhi ha detto che i pensieri, per quanto siano buoni, se non si trasformano in azioni non valgono niente. Quindi io oggi ho fatto la spesa ad un senza tetto. Cioè, spesa… 3 scatolette per il cane, uno pacchetto di snack per cani e per il signore non sapevo proprio che prendere, quindi ho optato per una bottiglia d’acqua,un pacco di Ringo e un sacchetto di Natale pieno di dolcetti kinder . Lo so, è stupido, ma ho pensato che potesse far piacere qualcosa di natalizio a chi non ha nulla. Gli ho anche messo 5€, così da comprarsi qualcosa da mangiare di suo piacimento, anche se non è molto.
Mi ha guardata, non se l’aspettava, poi mi ha ringraziato ma ancora non realizzava. Gli ho fatto gli auguri di Natale e sono andata via.
In pratica ero a Genova, stavo correndo a prendere il treno quando ho visto questo signore un po’ anziano e il suo cane, avevano un cartello con su scritto “abbiamo fame”, tutti passavano oltre senza vederli, anch’io sono passata oltre ma li avevo visti e avevo letto quel cartello. Mi si è stretto il cuore e sono partita alla ricerca di un supermercato. Mi sono persa nei vicoli e ci ho messo 1 ora a trovare un carréfour…ho comprato tutto con quei pochi soldi che avevo dietro e sono tornata a cercarlo. Per un attimo ho creduto fosse andato via,che delusione…poi l’ho visto, ero io ad essere nel punto sbagliato.
Mentre riprendevo la corsa verso la stazione di Brignole ne ho incontrati altri 3. Invisibili per tutti. Sono andata al tabacchi e ho comprato 3 cioccolatini a forma di Babbo Natale. Il primo l’ho portato ad un signore che suona sempre in via XX settembre, con la sua musica rallegra sempre l’atmosfera del centro di Genova. Dopo avergli augurato un Buon Natale con cioccolatino ed un eurino, ha iniziato a suonare le canzoni di Natale!
Avevo finito le monete, quando ho incontrato il secondo. Un signore anziano, capelli grigi, steso atterra con il suo cartello di disperazione. Mentre mi avvicino vedo che sta pulendo il pavimento intorno a lui. Gli porgo gli auguri, il cioccolatino e 5 €, gli ultimi che avevo a parte quelli per il biglietto. Mi ringrazia, quasi non ci crede.
Passo avanti e incontro la terza, ma non ho più soldi. Le lascio tutto quello che ho nelle tasche, cioccolatino di Babbo Natale e anche quelli del bar dove vado sempre che mi rimangono sempre nella tasca della giacca. La signora, anche lei anziana, mi ringrazia infinitamente.
Intorno a me c’era tanta gente, tutta presa a fare shopping natalizio…mi sono sentita molto osservata, quasi imbarazzata…cos’avrà no pensato quelle persone che mi hanno vista?
Cos’avreste comprato al supermercato?
Ora sono sul treno, soddisfatta di aver trasformato un 1% di pensieri in azioni.
Stamattina ho lavorato con due bambini autistici ed una ragazza tetraplegica, questa è stata davvero una giornata ben vissuta.
Ma non vedo l’ora di toccare il letto!!!

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, ha detto sempre Gandhi. Che grande! 🙂

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15 pensieri su “Ho trasformato un buon pensiero in una buona azione, o almeno ci ho provato

  1. Ti faccio i miei complimenti, perchè un gesto così non è facile, quasi nessuno lo fa, molti, troppi evitano il problema fingendo che non esista. Lo scorso anno donammo a una senzatetto una calza della befana piena di dolci, e i suoi occhi non sono facili da dimenticare… Il pensiero, invece, l’ho racchiuso in un articolo pochi giorni fa, dopo aver incontrato l’ennesimo senzatetto, se ti interessasse ti lascio il link http://ilmondodelleparole.wordpress.com/2014/12/15/una-nuova-casa/ 🙂

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      • Forse perché i ringo hanno due facce e un cuore morbido all’interno, come due volti hanno queste persone, costrette a vivere di pietà ma libere di viaggiare con la famiglia, e come il cuore morbido che hanno dentro di sè (scusa l’intermezzo poetico), e comunque sono sicura che che mettere tra le loro mani qualcosa di diverso da un panino o da un po’ di frutta sia quasi più significativo, un po’ come un regalo speciale 🙂 e per loro significa davvero tanto

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    • Io ho sempre sentito il peso della mia fortuna, del mio agio nella vita. La consapevolezza del malessere, della disperazione degli altri è sempre stata dentro di me. Donare è una delle poche cose che fa diminuire quel peso… Ma mi chiedo come gli altei possano non sentirlo…

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