Il dramma dell’essere svampiti.

Perdo colpi ogni giorno di più, eppure sono giovane!
Stamattina, ad esempio, ho cercato una scarpa per dieci minuti buoni prima di accorgermi di averla già indosso…
Oppure ieri che mi sono dimenticata di andare a lavoro. Si, sono riuscita a dimenticarmi di avere una sostituzione in una scuola elementare. Mi è venuto il dubbio solo nel pomeriggio e, dopo aver verificato gli orari e aver scoperto che, aimè si, sarei dovuta andare a lavoro, mi sono disperata fino a sera non sapendo come giustificare la cosa al capo il giorno dopo.
La fortuna di fare l’educatore è quella che il tuo capo, probabilmente ,ha una carriera da educatore anche lui e che quindi avrà un modo molto pedagogico di affrontare la cosa.
Il mio, infatti, mi ha preso per il culo tutto il pomeriggio.
Ieri sono riuscita a farne anche un’altra.
Sono andata a fare la mia solita ora di lavoro in una scuola media dove aiuto una ragazza tetraplegica a mangiare.
Quando sono venuti i volontari della croce bianca a prenderla l’ho salutata come sempre, poi mi sono messa a chiacchierare con una professoressa e solo dopo un bel po’ di tempo mi sono accorta di non avere la borsa. Presa dal panico ho subito pensato di averla lasciata appesa alla carrozzina, quindi sono corsa in segreteria per telefonare a casa della ragazza.
Le segretarie si rivelano gentili, mi chiedono la sezione per trovare il numero di telefono.
“È nella F” ne sono convinta.
“Che classe?” Mi guarda, dietro agli occhialetti.
“terza” e la sparo a caso perché in realtà non lo so.
Sfoglia dei registri, legge l’elenco dei nomi.
” In terza F non c’è”
“Allora magari è in seconda. Sa com’è’, ha 15 anni ma non credo sia in prima, però magari mi sbaglio”
“In prima F non c’è”
“Ma come non c’è? Sono sicura sia nella F, come tutti quelli a mensa con lei” La mia certezza non vacilla, nonostante l’evidenza.
La segretaria va al computer (mi chiedo ma non poteva andarci prima?) e dopo poco torna.
“È nella B. Ecco il numero”
Ottimo, un altro colpo perso.
Mi avvicino ad un telefono, alzo la cornetta e sento una voce dentro, per un attimo sono stranita poi mi accorgo di stare ascoltando la conversazione di una segretaria dall’altra parte del vetro che mi fa un gesto indicando la cornetta. Mi scuso con un cenno ma la tizia mi guarda male e torna alla telefonata.
Torna la segretaria con gli occhialetti e mi accompagna ad un altro telefono. Chiamo a casa della ragazzina ma la mamma mi dice che la borsa non c’è e se la ride. Io sono sempre più in panico, torno in mensa ma della borsa non c’è traccia. Corro dai bidelli ma non ne sanno nulla. Cammino sconsolata per i corridoi per un po’ e ad un tratto mi ricordo di essere stata in aula professori. Corro ed eccola lí. Se ne stava piegata da un lato, abbandonata su una sedia, in una stanza deserta. Tiro un sospiro di sollievo e torno a casa.
Ve ne racconto un’altra.
Un mese e mezzo fa mi sono dimenticata l’appuntamento dal dentista. Mi sta ancora aspettando.
Ha anche chiamato a casa dei miei per ricordarmi di riprendere l’appuntamento.
Ogni giorno mi ripropongo di chiamarlo ma non lo faccio mai. Cosa gli dico, mi chiedo. Il mio dentista non ha nemmeno la segretaria perché dice che sente la crisi e le tasse e tutto il resto, quindi risponderebbe proprio lui.
A parte chiedermi che speranza possa avere io se persino lui sente la crisi non riesco a fare. Ma prima o poi dovrò chiamarlo e più passa il tempo e più trovare una buona scusa diventa difficile.
Comunque in famiglia non sono l’unica svampita. Ho chiesto a mio padre di ordinarmi su internet il carica batterie per il mio computer hp, dopo averne comprato uno universale e avere scoperto che su dieci testine non ne andava bene nessuna. Ho dovuto chiamare l’hp perché nemmeno il commesso del negozio di computer era in grado di dirmi che modello di caricabatterie mi servisse.
Quindi dopo aver scoperto il modello l’ho mandato a mio papà. Ieri è arrivato il corriere che mi ha consegnato il pacchetto. L’ho anche aiutato a consegnare un altro pacco nel mio condominio, ma il karma non mi ha aiutata lo stesso. Il caricabatterie è quello sbagliato, mio papà ne ha ordinato uno di tutt’altro modello. Non ho idea di come si faccia un reso, ovviamente.
Intanto computer spento e niente tesi. Non che mi dispiaccia, io sono campionessa olimpionica di procrastinazione e ci tengo a mantenere il titolo.
Mi sento sola sul pianeta degli svampiti, se avete storie svampite raccontatemele, please.

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11 pensieri su “Il dramma dell’essere svampiti.

  1. Eccotene una, allora. La storia risale a venti anni fa, ero agli scout, come aiuto cambusiere. Ero in tenda di cambusa con l’altra persona, per organizzare il pranzo, quando ad un certo punto mi accorgo di non trovare gli occhiali. Mi affaccio dalla tenda, e chiedo, ad alta voce, chi li ha visti. In quel mentre passa uno scout lì davanti. Sai come è andata a finire? Gli occhiali li avevo sul naso!!!
    Questo per dirti che non sei l’unica persona svampita. Adesso, almeno sei in buona compagnia…
    Dolce notte e sogni belli! 😉

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  2. Bene, ti sei mai chiesta perchè fai l’educatrice? Ad ottobre 2014 sono passati 30 anni da quando ho iniziato farlo, ciò che ti capita non è essere svampiti ma una tua caratteristica, il tuo punto di forza. Sei tu, semplicemente e meravigliosamente tu😉.

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