Dono della sintesi

Ho il dono della sintesi quando scrivo ma non quando parlo.

Dannazione.

Parlare con me è probabilmente un’agonia. Non smetto un secondo di sproloquiare raccontando dettagli della mia vita che non fregherebbero a nessuno, manco a me probabilmente. 

Ex timida balbuziente ho affinato una tecnica invincibile : affretto tutte le parole una appresso all’altra, così che chi mi ascolta non possa afferrare che due o tre termini lanciati alla rinfusa nell’orecchio. 

“Aspe, parla più piano.”

Ma io non ci riesco, se mi fermo a pensare potrei iniziare a balbettare o a rimuginare sul quello che volevo dire. Quindi lascio scorrere il flusso di parole fuori dalla mia bocca, così come viene. Vi lascio immaginare. E con i miei occhi grandi e la faccia da ragazzina lascio le persone con la mascella penzolante. Poi abito in Liguria, dove il tuo anziano vicino di balcone ti guarda guardingo, non sia mai che tu lo voglia salutare.

Quindi parlo, parlo, parlo… 

Invece quando mi ritrovo con la pagina bianca davanti ogni pensiero si restringe, si assottiglia facendosi sempre più sottile. 

In più mi stanco. 

Potrei parlare per ore e trovare sempre nuovi argomenti, che poi ora che sono vegana l’argomento arriva da solo, col primo che ti chiede “ma cosa mangi?”. (Ignoriamo quelli che chiedono “ma le proteine dove le prendi?”). E potrei parlare per ore. Invece quando scrivo, dopo un po’ mi stufo. I pensieri vanno troppo veloci e non riesco ad afferrarli tutti, per trascriverli. Scivolano via, non stanno fermi, altri da dietro spingono per passare. È un casino,insomma. Quindi ne acchiappo un paio e li spiaccico sul foglio. Come vengono vengono. 

E tutti gli altri? Che fine fanno? Si perdono così, nel nulla. 

Come quelli prima di addormentarsi. Avrei già scritto 3 romanzi e 4 saggi oramai. Potrei aver avuto idee brillanti, aver inventato cose incredibili a cui nessuno aveva mai pensato prima, chissà. Non lo sapremo mai. Resteranno un mistero tutte quelle idee geniali che dopo cinque secondi ci siamo dimenticati. Chissà che non si accumulino tutte da qualche parte nell’universo…

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8 pensieri su “Dono della sintesi

  1. Potrà sembrarti strano, ma ti adoro… ❤ Mi piace come scrivi (che per me equivale a dire "come parli", visto che mi sembra che tu mi stia accanto, e stia parlando con me… Mi piace ascoltarti, assaporare il suono delle tue parole… Vabbè, forse sto diventando un po' smielato, ma era giusto per farti capire. 😉 Dolce notte e sogni belli! 🙂

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  2. Ma chi se ne frega se parli troppo. L’importante è non dire cazzate 🙂
    Comunicativamente parlando, ciò che resta sono quelle due-tre parole chiave in ogni discorso, che sia di tre ore o di due minuti. Secondo me hai solo bisogno di essere ascoltata da qualcuno che ti capisca davvero. Spesso, però, purtroppo, in pochi si fermano a chiedersi “perché”.

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